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Di cosa si tratta

Vorrei  porre alla tua attenzione quello che è diventata l’osteopatia oggi, e vorrei farlo citando un documento pubblicato dalla più autorevole organizzazione in materia di sanità a livello mondiale, ovvero l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o World Health Organization, WHO).

 

L’OMS è un agenzia speciale dell’ONU entrata in vigore nel 1948, ha sede a Ginevra.

Questa agenzia ha come obiettivo  il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute, definita nella medesima costituzione come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità.

 

Il documento succitato è il Benchmarks for training in Osteopathy, ovvero i Parametri di riferimento per la formazione in osteopatia.

Di sotto citerò i passaggi fondamentali che spiegano meglio cos’è l’osteopatia, mentre l’intero documento potete trovarlo nell’area “EBOM”.

 

Nell’intero documento trovi anche le linee guida per la formazione in osteopatia, con tanto di insegnamenti e ore di lezione.

Ti invito a leggere l’intero documento e a diffidare di chiunque si spacci per osteopata senza aver affrontato un percorso formativo come quello suggerito dall’OMS.

“L'osteopatia fornisce una vasta gamma di approcci per il mantenimento della salute e per la gestione della malattia. 

Per il trattamento e la gestione del paziente, l'osteopatia si fonda sui seguenti principi: 

  • l'essere umano è un'unità funzionale dinamica, sul cui stato di salute influiscono il corpo, la mente e lo spirito;

  • il corpo è dotato di meccanismi di auto-regolazione ed è naturalmente in grado di guarire se stesso;

  • all'interno del corpo umano, a tutti i livelli esiste un'intercorrelazione tra la struttura e la funzione.

 

Pur rimanendo all'interno di questo quadro di riferimento, gli operatori di osteopatia incorporano le attuali conoscenze mediche e scientifiche nell'applicazione dei principi osteopatici per la cura del paziente. 

Gli operatori di osteopatia riconoscono che i segni e i sintomi clinici di ciascun paziente sono una conseguenza dell'interazione di molti fattori fisici e non fisici. 

Ai fini del processo terapeutico, viene sottolineata l'intercorrelazione dinamica di questi fattori e l'importanza del rapporto paziente- operatore. 

Questa forma di terapia è centrata sul paziente piuttosto che sulla malattia.

La diagnosi strutturale e il trattamento manipolativo osteopatico costituiscono componenti essenziali dell'osteopatia. 

Il trattamento manipolativo osteopatico venne sviluppato come mezzo per facilitare i normali meccanismi di auto-regolazione / auto- guarigione del corpo intervenendo su regioni tissutali affette da strain, stress o disfunzioni che possono ostacolare i normali meccanismi neurali, vascolari e biochimici.
Nell'applicazione pratica, tale approccio si fonda sui numerosi modelli basati sul binomio struttura-funzione, meglio descritti nel prosieguo. 

 

Gli operatori di osteopatia li utilizzano per raccogliere e per strutturare i dati diagnostici e per interpretare il significato dei reperti neuromuscoloscheletrici allo scopo di perseguire la salute generale del paziente. 

L'osteopatia quindi non si limita alla diagnosi e al trattamento dei problemi muscoloscheletrici, né enfatizza l'allineamento delle articolazioni o i reperti radiografici relativi ai rapporti strutturali. L'osteopatia si preoccupa maggiormente del modo in cui la biomeccanica del sistema muscoloscheletrico viene integrata nell'insieme della fisiologia corporea e la sostiene. 


Anche se le tecniche manuali vengono utilizzate in numerose professioni che applicano la terapia manipolativa, un aspetto peculiare dell’osteopatia è costituito dal modo esclusivo in cui le tecniche manipolative osteopatiche vengono integrate nella gestione del paziente, oltre che dalla durata, dalla frequenza e dalla scelta delle varie tecniche. Il trattamento manipolativo osteopatico impiega molti tipi di tecniche manipolative, ivi comprese le tecniche a impulso e di trust spinale, oltre a tecniche più delicate.

Modelli basati sul binomio struttura-funzione 

L'approccio adottato dall'operatore di osteopatia per effettuare la diagnosi ed il trattamento si articola su cinque modelli principali, basati sul rapporto struttura- funzione. Di norma, tali modelli vengono combinati l’uno con l’altro allo scopo di costruire un quadro di riferimento che permetta di interpretare la rilevanza della disfunzione somatica all'interno del contesto dei dati clinici oggettivi e soggettivi. La combinazione scelta viene personalizzata per ogni paziente in base alla diagnosi differenziale, alle comorbidità, ad altri regimi terapeutici e alla risposta del paziente al trattamento.

 

 

Il modello biomeccanico basato sul binomio struttura-funzione 

Nel modello biomeccanico, il corpo viene considerato un'integrazione tra componenti somatiche in reciproco rapporto, le quali formano un meccanismo per la postura e l'equilibrio. La presenza di tensioni o squilibri all'interno di tale meccanismo può ripercuotersi sulla funzione dinamica, incrementare il dispendio di energia, alterare la propriocezione (il proprio senso della posizione e del movimento relativi delle parti corporee adiacenti), modificare la struttura delle articolazioni, ostacolare la funzione neurovascolare ed alterare il metabolismo. In questo modello gli approcci terapeutici, comprese le tecniche manipolative osteopatiche, vengono applicati per ripristinare la postura e l'equilibrio oltre che per perseguire un utilizzo efficiente delle componenti muscoloscheletriche. 

Il modello respiratorio/circolatorio basato sul binomio struttura- funzione 

Il modello respiratorio/circolatorio concerne il mantenimento dell’ ambiente sia extracellulare che intracellulare, per assicurare che nessun ostacolo impedisca l'apporto dell'ossigeno e dei nutrienti, né l'eliminazione degli scarti del metabolismo cellulare. La tensione del tessuto o gli altri fattori che interferiscono con il flusso o la circolazione di qualsiasi fluido corporeo possono influire negativamente sulla salute del tessuto (8). In questo modello gli approcci terapeutici, comprendenti anche le tecniche manipolative osteopatiche, vengono applicati per intervenire sulla disfunzione della meccanica respiratoria, della circolazione e del flusso dei fluidi corporei. 

Il modello neurologico basato sul binomio struttura-funzione 

Il modello neurologico considera gli influssi della facilitazione spinale, della funzione propriocettiva, del sistema nervoso autonomo e dell'attività dei nocicettori (fibre del dolore) sulla funzione della rete immunitaria neuroendocrina (9-15). Viene considerato particolarmente importante il rapporto tra il sistema somatico e quello viscerale (autonomo). In questo modello gli approcci terapeutici, incluse le tecniche manipolative osteopatiche, vengono applicati allo scopo di ridurre le tensioni meccaniche, di equilibrare le afferenze neurali e di ridurre o eliminare gli impulsi nocicettivi. 

Il modello biopsicosociale basato sul binomio struttura-funzione 

Nel modello biopsicosociale, vengono riconosciute le varie reazioni e gli stress psicologici che possono influire sulla salute e sul benessere del paziente. Tra questi sono compresi i fattori ambientali, socioeconomici, culturali, fisiologici e psicologici che influiscono sulla malattia. In questo modello gli approcci terapeutici, incluse le tecniche manipolative, vengono impiegati per intervenire sugli effetti e sulle reazioni ai vari stress biopsicosociali. 

Il modello bioenergetico 

Nel modello bioenergetico, viene riconosciuto che il corpo cerca di mantenere un equilibrio tra la produzione, la distribuzione ed il dispendio di energia. Il mantenimento di tale equilibrio favorisce la capacità di adattamento del corpo ai vari stressori (immunologici, nutrizionali, psicologici, ecc.). In questo modello gli approcci terapeutici, incluse le tecniche manipolative, vengono impiegati per intervenire sui fattori che possono provocare scompensi nella produzione, distribuzione o dispendio dell’energia". 

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